Giò Forma studio

Designer

Studio scenografico internazionale, fondato a Milano da Cristiana Picco, Florian Boje e Claudio Santucci, che da oltre 15 anni, plasma arte, design, architettura e gusto cinematografico per trasformarli in puro spettacolo. Lo studio racchiude le competenze multidisciplinari di scenografi, designer, architetti e grafici per esplorare i linguaggi differenti di televisione, teatro, concerto, fino ai padiglioni espositivi ed ai grandi eventi internazionali. Tra le esperienze più note gli spettacoli televisivi di Adriano Celentano e il palco di Vasco Rossi, la cerimonia del Bicentenario del Messico e le numerose installazioni per gli eventi della Moda. Dalla Cina a Dubai, da Roma a Stoccolma, ogni spettacolo diventa un’esperienza dinamica, cinetica, con spazi architettonici che riproducono dal vivo la magia del cinema. Giò Forma ha seguito con la propria passione, il talento di Davide Livermore in diverse rappresentazioni liriche come Otello di Verdi a Valencia.

 

Un nuovo vaso Italia

In collaborazione con: Dipartimento di Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse naturali e Ambiente (DAFNAE) e Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali (TESAF) – Università di Padova
Un progetto promosso da: Flormart – Padova Fiere
Adattamento dei contenuti a cura di: Coloco studio

L’Italia è il Paese con la più alta biodiversità in Europa, una ricchezza fragile e inestimabile che ci rende unici al mondo. Siamo un ponte gettato nel cuore del Mediterraneo, con una gamma straordinaria di climi, di ecosistemi e di paesaggi dalle Alpi alla Sicilia. Ma non solo: le stesse ragioni che hanno prodotto questa diversità di piante, di animali e di suoli sono alla base della grandissima diversità culturale, linguistica e artigianale del nostro Paese. La cucina italiana, la dieta mediterranea, i paesaggi della penisola nascono da questa diversità al contempo biologica e culturale. L’installazione rappresenta il Paese attraverso una selezione di piante che sono simbolo della sua storia, della sua cucina, del suo ingegno nel costruire un ambiente sostenibile, delle sue tradizioni e insieme del suo futuro. Ed è la testimonianza che la nostra penisola è da sempre al centro di scambi.

Proprio all’Orto botanico di Padova – il più antico Orto universitario del mondo e oggi Patrimonio Unesco – vennero ad esempio importati in Europa la patata, il gelsomino, il rabarbaro, il banano; e sempre qui venne descritto per la prima volta il caffè, una pianta africana dalle straordinarie virtù. I viaggi delle piante mostrano come il mondo abbia nutrito l’Italia e l’Italia abbia nutrito il mondo. E questo mosaico di diversità può diventare un serbatoio di innovazioni, la risposta italiana per un futuro sostenibile fatto di qualità.